BUONE -FESTE
Ok, bello.
Bello per via che non tiriamo giú piante, bello per via che puoi avere accesso a una bibblioteca enorme, bello per via che qui librerie non ci sono, maaaaaaaaa vuoi mettere metterti in libreria il libro che hai letto ? Oh io me li godo in libreria i miei libri ben esposti ! Fan parte di casa eh ! Te pensa, leggo un libro e non lo metto in libreira ? Sará un atroce dubbio "lo compro o non lo compro" ?
Bacioni Wik
E alcuni amici ritornano a svernare al caldo......
Ritornato Alberto il romano col suo mal di cuore, ritornata Daniela coi suoi sorrisi, ritornato Alberto il veronese con la sua malattia per la pesca. Porto di mare, questa é la cosa che mi piace di piú di questo posto, gente che va, gente che viene, gente che torna. Anime instabili senza fissa dimora alla perenne ricerca di non si sa ben cosa, ma mai disposte alla noia. Gran brutt'affare la noia !
Bacioni Wik
Troppo che non scrivo nel blog, ma ci devi essere ispirato. E' un luogo di assoluta libertá, lasciamolo cosí, scritto o non scritto, pensato o non pensato, niente da dimostrare.
Alcuni amici se ne son partiti, questa la nota saliente e dolorosa, piú di tutti Alessandro il pizzaiolo, un grande amico tornato in Italia. Ha fatto bene visto che il socio lo stava facendo diventar matto, Alessandro troppo intelligenete, troppo buono, troppo filosofo silenzioso ha fatto bene a non abbassarsi ai livelli dei litigi futili dei cialtroni insoddisfatti e pieni dei se. Forse tornerá, ma non qui, a meno che non accetti il suo invito di collaborazione, ma la voglia di lavorare ancora non mi é tornata, ho ancora voglia solo di sentire vibrare le foglie del vivere piú semplice, ancora voglia di colori autunnali, ancora adolescenziale curiositá di esistere.
Ma mi manca anche Khan. Strano personaggio, non so´come si chiamasse per davvero, il soprannome khan gliel'avevo affibbiato io per via dell'incredibile somiglianza con il personaggio di Star Trek. Stazionava sempre all'angolo della via del crak che ufficialmente si chiama via dei pedoni, ma come succede in Bahia, raramente il nome ufficiale della via é quello con cui la si conosce, tutti la chiamano via del crak perché ci vanno a farsi i tossicodipendenti. Tossicodipendente lo era pure lui e all'ultimo stadio, ormai magrissimo, alto con la testa abbassata e una chioma bionda che gli arrivava al fondoschiena non so' se fosse tedesco o svedese. Lí nell'angolo aveva messo in piedi l'unica libreria di Arraial, libri usati di tutte le lingue, glieli regalavano i turisti quando partivano, e lui diligentemente li esponeva, accettava pure cambi. Ogni tanto mi avvicinavo a dare un'occhiata, raramente scambiavo due parole con lui perché era molto aggressivo e provocatorio, ma in quelle rare volte mi diede l'impressione di grande intelligenza, ormai confusa e deteriorata, ma ancora per il possibile viva. Sempre pensai il perché delle sue scelte, una madre psicolabile ? un'amore che lo lasció disperato ? un padre troppo duro ? Non é che cambi molto, ma mi dispiaceva vederlo cosí e basta. Un giorno sparí coi suoi libri, mi dissero era partito per una vacanza, poi lo rividi, ma senza libreria, poi sparí del tutto, ma quella piccola libreria nell'angolo del crak mi manca, c'é un buco, ha lasciato un vuoto.
Fra pochi giorni di nuovo aereo (che barba) e breve rientro in Italia (che barba), come al solito pieno di rognette da risolvere che da qui non si puó.
Bacioni Wik
Guardate un po´ che ho ritrovato girovagando per il web, se la ricorderanno di sicuro i piu´ vecchiotti. Mi ricorda tanto il mio papa´, faceva davvero cosi´ quando mi portava a scuola.

La strada asfaltata
Prima di prendere l'aereo per Lisbona da S.Paolo, visita d'obbligo alla per lo meno decente libreria del Congonhas, dico decente, perchè una libreria degna di questo nome devo ancora trovarla in tutto il Brasile. "I mille luoghi di questo mondo da nn perdere", questo è l'acquisto, durato ben poco visto che a Lisbona l'ho dimenticato in aereo. Nn era un gran libro e nn ho perso molto, ma in quel paio d'ore di lettura, mi ha colpito una cosa : Trancoso. Conosco bene Trancoso, ci vado spesso a trovare l'amico Felix svizzero di nascita, brasiliano d'adozione e sufficientemente suonato da farsi un campo di tennis d'erba in pieni tropici, ma mai mi è passato per l'anticamera del cervello potesse rientrare fra i luoghi da "nn perdere" di questa terra.
Appassionatissimo di piante tropicali come sono, il Felix un giorno mi accompagna in un vivaio " il proprietario sta lasciando Trancoso dopo vent'anni e sta' svendendo tutto a prezzi di realizzo", mi dice e così conobbi l' Alemao (il tedesco) e la sua piccola proprieta' in piena foresta atlantica, poche migliaia di metri quadrati, ma tutti da scoprire. In pratica ci tornai tutti i giorni, fino alla sua partenza, chiaccherare e passeggiare con quel sessantenne nel vivaio mi inebriava. Amante della natura incontaminata, possedeva una tale quantità di specie, una tale cultura di piante, una tale passione che quando partì mi manco' quasi un pezzo di me stesso. Era un figlio dei fiori per davvero, uno di quelli che nn ce ne sono più, della generazione che cantava "mettete dei fiori nei vostri cannoni" e che ancora potrebbe cantarla con lo stesso spirito, un Hippie in carne ed ossa reso saggio dagli anni, ma che nn si è minimamente riflussato, tale e quale era, tale e quale è rimasto. E così, fra una descrizione e l'altra di un'orchidea e una bromelia mi racconto' Trancoso.
In mezzo alla natura inequivocabilmente molto bella, tutti in pace con se stessi e col resto del mondo, ci si arrivava dopo trenta chilometri di strada di terra battuta e una serie di barcollanti ponti di legno. Ad una popolazione di pescatori indigena si erano aggiunti italiani, tedeschi, americani, ecc. ecc., tutti con l'unico desiderio di vivere per cio' che gli serviva e niente di più, tutti in pace fra loro, tutti con la porta di casa aperta e tutti a stretto contatto e rispetto per la natura. Insomma una sorta di sogno. I racconti di questa Trancoso si susseguirono giorno dopo giorno, mai aveva ammazzato un serpente nella sua proprietà, anche quelli velenosissimi, li prendeva e li portava da un'altra parte, arrivo' perfino a convivere con una pantera nera che gli concesse addirittura di toccare i piccoli. Era davvero un puro.
Il sogno duro' fino all'arrivo della strada asfaltata. La fama di Trancoso crebbe, arrivo' il turismo di massa, e con questo arrivarono orde di avventurieri dall'interno, cominciarono a crescere a dismisura quartieri fatiscenti, furti, rapine e violenza, arrivo' la filosofia dell'accumulo e del potere. E così i soldi, presero il posto della cultura del buon vivere.
Alla fine capii perchè se ne stava andando, nn era più il suo posto quello, se ne tornava in Germania vicino a Monaco, in una comunità Hippie, ma prima doveva fermarsi a Salvador, alla facolta' di botanica a registrare una nuova specie di pianta (bellissima) che aveva scoperto in amazzonia. Me ne regalo' 5 piantine insieme a due macchinate cariche di almeno 100 specie differenti doverosamente piantate nel mio giardino che sta' diventando ormai una sorta di orto botanico. Ma forse tornero', mi disse, una cinquantina di chilometri più a sud, sembra che lì stia nascendo un'altra Trancoso-sogno, ben distante da ammortamenti, piani di produzione, direttori di marketing ecc. ecc. ecc.
Bacioni Wik